Laboratorio di analisi chimico cliniche e studio medico

News

Attività di prevenzione

La BIOMEDICA srl promuove una campagna di Solidarietà Sanitaria, attraverso l’erogazione di Pacchetti di prestazioni sanitarie miste (Check-up) a costi contenuti. Ciò al fine di permettere a tutti i cittadini di non rinunciare al sacrosanto DIRITTO ALLA SALUTE cui oguno deve poter avere accesso.

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Grazie alla recente collaborazione tra Biomedica srl e Bioscience Genomics, Spin off dell’Università di Roma Tor Vergata, è oggi possibile eseguire il G-Test, esame non invasivo per la valutazione prenatale di:

  • TRISOMIE
  • SINDROMI DA DELEZIONE
  • ANEUPLOIDIE DEI CROMOSOMI SESSUALI

Da un semplice prelievo di sangue materno è possibile analizzare il DNA fetale e ottenere importanti informazioni sulla salute del feto, senza compromettere in alcun modo la gestazione (nessun rischio abortivo è connesso alla metodica). Il prelievo di sangue periferico materno richiesto per il G-test viene eseguito presso il nostro laboratorio o, in alternativa, attraverso il servizio prelievo domiciliare e non necessita di digiuno. Le provette utilizzate, certificate CE-IVD, vengono spedite direttamente a Roma nel rispetto della normativa vigente in materia di trasporto di materiale biologico. Il G-test ha un’affidabilità maggiore del 99% e può essere eseguito precocemente a partire dalla 10 e fino alla 24 settimana di gestazione.
Viene eseguito laboratori di Bioscience Genomics che hanno sede nel Dipartimento di Biologia dell’Università di Roma Tor Vergata.

ALLERGOLOGIA MOLECOLARE

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ALEX (ALLERGY EXPLORER)

È IL PRIMO TEST ALLERGOLOGICO IN VITRO MULTIPLEX CHE PERMETTE LA MISURAZIONE SIMULTANEA DELLE IGE TOTALI E DELLE IGE SPECIFICHE PER BEN 282 ESTRATTI ALLERGENICI ALLERGENI MOLECOLARI.

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Chi soffre di allergie incrociate, resistenti alle normali terapie, può ricorrere al test molecolare che scova allergeni insospettabili. Il test molecolare viene eseguito direttamente in sede al laboratorio della BIOMEDICA srl di Parabita ed è richiesto quando è necessaria una diagnosi più approfondita e precisa.

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La sua validità è stata confermata da ricerche internazionali che ci hanno permesso anche di definire a chi è più indicato questo tipo di esame. Lo è in caso di allergie incrociate e, in generale, quando si continua ad avere disturbi nonostante sia stata impostata una terapia. Questo perché il nuovo test riesce a scovare allergeni insospettabili. Il campione di sangue prelevato dal paziente viene analizzato da uno speciale macchinario simile a un computer che ha in memoria la “carta d’identità” delle molecole di 282 allergeni presenti in pollini, pelle di animali domestici e di fattoria, polveri, acari, lattice, alimenti vegetali e animali, muffa, lievito, insetti e veleno di insetti. Per avere il referto occorrono circa dieci giorni: il risultato è una vera e propria mappatura di tutte le proteine per le quali l’organismo ha sviluppato una sensibilità dal punto di vista allergico. Così è possibile mettere a punto una terapia personalizzata, cosa che con gli esami tradizionali come il PRICK e il RAST, i due maggiormente utilizzati, non sempre è possibile.


ALEX – Il primo test allergologico in vitro multiplex a 360°

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Allergia: il percorso diagnostico

I test di primo livello in ambito allergologico sono i test cutanei. Questi però, in alcuni casi, non sono in grado di identificare quale sia l’allergene principale responsabile della reazione allergica; ciò si verifica per via del fenomeno della multi sensibilizzazione: molti pazienti, infatti, hanno prove allergometriche cutanee positive per molti allergeni e si pone dunque il problema di comprendere quali siano clinicamente rilevanti, ovvero correlati all’insorgenza dei sintomi, e quali invece siano trascurabili.

In casi dubbi o complicati, si procede quindi ai test di secondo livello: sono test effettuati sul siero del paziente, e che misurano i livelli ematici delle IgE (Immunoglobuline E, la classe di anticorpi coinvolta nelle reazioni allergiche) verso un’intera fonte allergica, come per esempio i pollini o gli acari. Se però i risultati sono positivi, abbiamo sì individuato la fonte allergica, ma non la proteina allergenica specifica implicata. Alcune proteine (“allergeni”) sono infatti tipiche della fonte allergenica, mentre altre invece sono condivise con altre fonti. Questo pone la necessità di comprendere, ai fini della diagnosi, quali reattività siano genuine e quali invece siano ascrivibili al fenomeno della cosiddetta cross-reattività (reattività incrociate)

La messa a punto del nuovo test per la diagnostica molecolare ALEX, rappresenta, invece, un punto di svolta. Il test è infatti in grado di misurare 282 componenti contemporaneamente, di cui 125 sono singole proteine; con un unico prelievo di sangue quindi abbiamo a oggi il più ampio risultato possibile in termini di componenti allergeniche valutate.

I risultati del test sono ripetibili, correlabili a quelli ottenuti con altri test sierici e dunque attendibili. In un’ottica di medicina di precisione, il test ALEX è perfetto in ambito allergologico, perché è capace di individuare la vera causa della reazione allergica e scegliere la terapia più appropriata, per esempio in caso di immunoterapia.

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ALEX si rivela prezioso anche per quanto riguarda il rapporto tra allergia ai pollini e alimenti, considerato che determinate proteine sono contenute in diverse fonti del mondo vegetale. Alcune proteine infatti, se ingerite, sono responsabili dello scatenarsi dei sintomi tipici delle allergie alimentari, mentre altre determinano la comparsa di sintomi lievi.

 


INTOLLERANZE ALIMENTARI

Con un semplice prelievo, puoi scoprire cibi che ti causano intolleranze e irritazioni.

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Cosa sono le intolleranze alimentari

Le intolleranze alimentari fanno parte del grande gruppo delle reazioni avverse al cibo.

A differenza delle allergie però, le intolleranze non coinvolgono direttamente il sistema immunitario e generalmente sono dovute all’incapacità dell’organismo di processare correttamente un componente dell’alimento consumato, con la conseguente comparsa di sintomi, in genere a carico dell’apparato digerente, talvolta della cute e più raramente di altri apparati.

L’INTOLLERANZA AL LATTOSIO

E’ la più diffusa tra le intolleranze da difetti enzimatici. Il lattosio è uno zucchero presente nel latte che viene digerito grazie ad un enzima chiamato lattasi. Tuttavia la lattasi, che tutti abbiamo ben funzionante nella prima infanzia, viene perduta da una certa percentuale della popolazione, molto variabile a seconda della regione geografica, a partire dai quattro/cinque anni. Il lattosio indigerito passa quindi nel colon e qui viene fermentato dalla flora batterica presente: ne derivano sintomi come diarrea, crampi addominali, vomito che sono sempre riconducibili all’assunzione di latte, in alcuni casi anche in quantità molto modeste. Si ritiene che circa il 50% degli italiani soffra di questo problema. Per i soggetti affetti la soluzione è quella di evitare il lattosio e tutti gli alimenti che lo contengono: latte fresco, gelati, formaggi freschi in primo luogo, ma anche un gran numero di altri cibi in cui latte e lattosio sono utilizzati nella preparazione, tra cui biscotti, dolci e salumi.

DIVERSI METODI PER RILEVARE UN’INTOLLERANZA AL LATTOSIO

TEST GENETICO: è molto semplice e assolutamente non invasivo, dato che implica un prelievo della saliva che deve essere eseguito quando la bocca è pulita e senza che vi siano state introdotte sostanze diverse dall’acqua nei 30 minuti precedenti il test, soprattutto cibi, caramelle, bevande alcoliche o zuccherine, caffè, tè, farmaci come sciroppi, collutori o sostanze effervescenti e fumo di sigaretta. Dalle cellule della mucosa della bocca viene estratto e analizzato il DNA del paziente, che nel giro di pochi giorni avrà la risposta. Il test genetico viene consigliato soprattutto ai soggetti che hanno in famiglia altre persone intolleranti al lattosio e può essere eseguito anche prima che si sviluppi una qualunque sintomatologia, poiché presenta risultati certi circa il rischio di sviluppo dell’intolleranza al lattosio. La sua estrema semplicità lo rende ideale anche per i bambini, a cui sarebbe molto più complicato far eseguire in modo corretto un test del respiro. Questo tipo di analisi permette di distinguere tra l’intolleranza al lattosio di origine genetica, tipica dell’età adulta, e l’intolleranza indotta secondariamente in seguito ad altre patologie che possono aver provocato un deficit di lattasi e un danno della mucosa intestinale a causa di gastroenteriti, celiachia, disordini nutrizionali, terapie farmacologiche o interventi chirurgici. Il risultato del test genetico potrà così evitare al paziente di sottoporsi a ulteriori analisi più impegnative come il Breath Test o addirittura la biopsia intestinale.

BREATH TEST: complementare a quello genetico perché fornisce informazioni diverse volte a completare la diagnosi di Intolleranza al Lattosio.

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LA ZONULINA

La Zonulina è un ormone prodotto dalle cellule dell’intestino la cui funzione principale è quella di aumentare la permeabilità della mucosa intestinale. Questa aumentata diffusione di liquidi tra le cellule intestinali contribuisce a danneggiare la mucosa intestinale in molte patologie intestinali, celiachiaintolleranze alimentaricolite spastica.

Il test della zonulina è indicato nelle seguenti condizioni:

  • patologie intestinali
  • stanchezza
  • diminuita concentrazione accompagnata da disturbi del sonno
  • dolori muscolari
  • patologie cutanee

PERMEABILITA’ INTESTINALE

Leaky Gut Syndrome

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L’alterazione della permeabilità intestinale (Leaky Gut Syndrome) è rilevabile mediante uno specifico test diagnostico che si basa sulla quantificazione nelle urine di quattro zuccheri inerti assunti per via orale, che non vengono metabolizzati dall’intestino: il mannitolo, il lattulosio, il saccarosio e il sucralosio. In particolare, la presenza di saccarosio, lattulosio e sucralosio in quantità diverse rispetto a quelle attese, indica un’alterazione della permeabilità gastrointestinale. Le concentrazioni urinarie del substrato mannitolo forniscono, inoltre, informazioni utili sullo stato morfologico dell’intestino e su possibili atrofie a livello dell’apice dei villi.

 


LA DISBIOSI INTESTINALE

LA DISBIOSI INTESTINALE SI RICONOSCE CON UN SEMPLICE TEST DELLE URINE

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La DISBIOSI INTESTINALE è un’alterazione della flora batterica che può portare a cattiva digestione, con tutte le sue conseguenze: gonfiore, stitichezza alternata a dissenteria, cambiamenti dell’umore, disturbi del sonno, candidosi vaginale, irritazione della mucosa intestinale o malassorbimento.

Le cause della disbiosi intestinale sono legate solitamente allo stile di vita, cioè alimentazione scorretta, ritmi di vita sregolati, scarsa attività fisica e assunzione di alcuni farmaci.

Per diagnosticare la disbiosi intestinale esiste il DISBIOSI TEST: un esame di laboratorio che si effettua su un campione di urine, in cui vengono quantificate due molecole, lo scatolo e l’indicano, che sono presenti nelle urine dei soggetti eubiotici (cioè sani) in tracce (4 -20 mg), e che risultano aumentate in caso di disbiosi intestinale. Il disbiosi test dà inoltre indicazioni su quale tratto dell’intestino (crasso o colon) sta vivendo uno squilibrio della flora batterica, informazione molto utile al medico curante per consigliare una terapia mirata. La terapia probiotica dura di solito tre mesi, alla fine è consigliabile effettuare un Disbiosi Test di controllo, per essere sicuri della normalizzazione dei valori.

 


TEST GENETICO

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PREDISPOSIZIONE CELIACHIA

La Malattia Celiaca (o Celiachia) è un’infiammazione cronica dell’intestino tenue, scatenata dall’ingestione di glutine in soggetti geneticamente predisposti.

Oggi il glutine è uno dei più diffusi ed abbondanti componenti della dieta ed è presente in cereali quali avena, frumento, farro, grano khorasan (di solito commercializzato come Kamut®), orzo, segale, spelta e triticale.

Si tratta di una delle patologie autoimmuni più comuni nei paesi occidentali ed è una condizione clinica che persiste lungo tutto l’arco della vita. Nel 90% dei casi è associata alla presenza di antigeni HLA DQ2 e nei restanti casi ad HLA DQ8. La celiachia è associata anche a diverse manifestazioni extra-intestinali, come cefalee o anemie, e può avere importanti effetti sull’apparato riproduttivo.

IL TEST DETERMINA LA PREDISPOSIZIONE GENETICA ALLA MALATTIA CELIACA. IN CASO DI NEGATIVITÀ DEL TEST SI PUÒ ESSERE CERTI DELL’ASSENZA DI MALATTIE, MENTRE NEL CASO DI POSITIVITÀ AL TEST GENETICO SI PUÒ PROCEDERE AD ULTERIORI ANALISI DI APPROFONDIMENTO.

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Test per la diagnosi di celiachia

Utilità clinica dei test per la diagnosi di celiachia

La celiachia (detta anche morbo celiaco o sprue celiaca) è un’intolleranza alla gliadina, contenuta nel glutine, un insieme di proteine a loro volta presenti nel frumento, orzo, segale, farro e in altri cereali minori. La celiachia rende tossici, nei soggetti affetti o predisposti, tutti gli alimenti derivati dai suddetti cereali generando gravi danni alla mucosa intestinale quali l’atrofia dei villi.

L’intolleranza al glutine viene contrastata dall’organismo con la produzione di una severa risposta anticorpale che è la vera causa del danno alla mucosa intestinale e della conseguente ridotta capacità di assorbimento dell’intestino.

L’unico trattamento possibile per la celiachia è una dieta priva di glutine (gluten-free), che permette di ridurre ed eventualmente eliminare i sintomi e di ricostituire i tessuti intestinali. La diagnosi di celiachia viene effettuata attraverso diversi esami di laboratorio, che vengono eseguiti secondo un ordine logico stabilito da linee guida internazionali.

test sierologici per la diagnosi di celiachia consistono nella ricerca nel sangue di specifici anticorpi la cui presenza è indicativa di intolleranza al glutine:

In associazione ai test sierologici, può essere richiesto dal medico il test genetico per ricercare l’aplotipo HLA DQ2/DQ8.

La diagnosi di celiachia viene definitivamente accertata attraverso l’esecuzione di una biopsia intestinale, ovvero il prelievo di un minuscolo frammento della mucosa intestinale, dalla cui osservazione al microscopio si evidenzia l’atrofia dei villi.


Anisakis Simplex

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L’Anisakis simplex è un nematode il cui ciclo biologico si svolge in ambiente marino, attraverso vari stadi di sviluppo. Il parassita adulto vive nello stomaco dell’ospite e produce uova, che immesse di nuovo nell’acqua con le feci danno inizio ad un nuovo ciclo.

Le forme larvali in 3° stadio si localizzano nel fegato, nel mesentere e nelle gonadi, ma anche nel tessuto muscolare del pesce ospite e sono responsabili della patologia nell’uomo. Maggiore è la percentuale di grassi del muscolo, maggiore è il numero di larve che vi migrano, quindi i pesci più a rischio sono aringhe, merluzzi, sgombri e sardine. Sono state rilevate larve di Anisakis simplex anche nei salmonidi alimentati con pesci marini non controllati e risanati. I pesci di età maggiore sono più infestati, le larve possono sopravvivere nell’ospite per circa 3 anni.

L’infestazione umana si verifica per lo più per ingestione di pesci o molluschi crudi o poco cotti, ma anche marinati, affumicati o salati. Le larve sono anche piuttosto resistenti ai vari trattamenti per cui sono stati segnalati casi insorti dopo ingestione di pesce cotto, e anche il congelamento, nonostante sia consigliato dalle norme CEE e sia efficace in molti casi, non sempre riesce ad uccidere tutte le larve presenti. Anche con l’uccisione delle larve, gli antigeni di Anisakis simplex sono resistenti al congelamento e alla cottura e l’esposizione ad essi è in grado di condurre a reazioni di ipersensibilità che vanno dall’orticaria allo shock anafilattico.
I parassiti inducono un aumento delle IgE, con reazioni come orticaria, angioedema, anafilassi, asma. Nel paziente è rilevabile sia un aumento delle IgE totali che un aumento delle IgE specifiche verso l’Anisakis. Il reperto di una positività delle IgE specifiche anche in una certa percentuale di soggetti asintomatici e in soggetti con orticaria, angioedema o anafilassi, non scatenate da alimenti parassitati, ha portato a ipotizzare che potrebbe esservi una iniziale sensibilizzazione ad Anisakis simplex, asintomatica, con comparsa di sintomatologia solo dopo nuova esposizione agli allergeni.
L’infezione da Anisakis tende ad auto risolversi in poco tempo: il paziente, avvalendosi eventualmente di sussidi terapeutici, guarisce completamente in alcuni giorni.
Solo di rado, l’Anisakis può causare gravi ostruzioni a livello dell’intestino tenue: in questo caso, il paziente verrà sottoposto all’intervento chirurgico. Alcuni pazienti possono evitare la chirurgia: la terapia con albendazolo può essere sufficiente.

calprotectina

Le concentrazioni di Calprotectina nelle feci aumentano in corrispondenza di malattie infiammatorie del tubo digerente, aiutando quindi a distinguere le patologie flogistiche croniche dell’intestino (morbo di Crohn, colite ulcerosa) da quelle su base disfunzionale (sindrome del colon irritabile).


L’INFEZIONE DA HELICOBACTER PYLORI

L’infezione da Helicobacter pylori colpisce ad oggi almeno il 30% degli italiani con picchi anche del 50%. È difficile stimare una esatta percentuale, perché la sintomatologia da infezione da H. pylori può essere molto simile ai sintomi che si sviluppano in caso di gastrite e reflusso gastroesofageo, pertanto spesso non viene riconosciuta e il batterio non viene correttamente identificato ed eradicato.

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Urea Breath-Test: per valutare la presenza dell’Helicobacter pylori

L’ Urea Breath Test è indicato per riconoscere la presenza del batterio Helicobacter pylori, causa di gravi disturbi come la gastrite cronica di tipo B.

l test si basa sulla capacità del microbo di metabolizzare rapidamente l’urea somministrata per bocca, fino ad ottenere ammoniaca e anidride carbonica (CO2). L’urea diagnostica, quindi, viene marcata per poter essere misurata con un isotopo radioattivo di carbonio detto 14C, oppure con l’isotopo non radioattivo 13C.

L’Helicobacter pylori, nella mucosa gastrica, catabolizza l’urea marcata e forma ammoniaca e CO2 marcata. Quest’ultima è assorbita a livello ematico ed escreta attraverso i polmoni.

Il soggetto, a partire dall’ingestione dell’urea, viene invitato a soffiare ad intervalli prefissati in provette che permettano la misurazione dei livelli di CO2 marcata. Se il batterio non è presente, l’urea marcata passa attraverso lo stomaco e, di conseguenza, non si ritroverà nell’aria espirata.


Patch test

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Il patch test (anche test epicutaneo) è una metodica diagnostica molto utilizzata in ambito dermatologico per l’identificazione delle cause che determinano quelle reazioni da contatto che si manifestano attraverso i segni e i sintomi tipici della dermatite da contatto, una fastidiosa condizione patologica che può essere di origine allergica (in questo caso la reazione è legata a un’eccessiva risposta antinfiammatoria delle cellule immunitarie contro una sostanza ritenuta erroneamente dannosa; si pensi, per esempio all’allergia al nichel) o di origine irritativa (la reazione non è mediata dal sistema immunitario).

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Check-up Prostatico

ANALISI CLINICHE + ECOGRAFIA

  • AZOTEMIA – CREATININA – PSA TOTALE – PSA FREE – ESAME URINE
  • ESAME ECOGRAFICO DELLA VESCICA – SOVRA PUBICA – PROSTATICA
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Check-up Epatico

ANALISI CLINICHE + ECOGRAFIA

  • GOT/GPT – BILIRUBINA TOTALE E FRAZIONATA – FOSFATASI ALCALINA – ELETTROFORESI PROTEICA – GAMMA GT – PT – APTT – FIBRINOGENO – HVC – HBsAg
  • ESAME ECOGRAFICO DEL FEGATO E DELLE VIE BILIARI
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Check-up Endocrino Femminile

ANALISI CLINICHE + ECOGRAFIA

  • FSH – LH – PRL – ESTRADIOLO – PROGESTERONE – TESTOSTERONE – CORTISOLO – FT4 – TSH – DHEAS
  • ECOGRAFIA MAMMARIA E PELVICA (UTERO E ANNESSI)
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Check-up Endocrino Maschile

ANALISI CLINICHE + ECOGRAFIA

  • FSH – LH – PRL – ESTRADIOLO – PROGESTERONE – TESTOSTERONE – CORTISOLO – FT4 – TSH
  • ECOGRAFIA PROSTATICA
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Check-up Urologico

ANALISI CLINICHE + ECOGRAFIA

  • AZOTEMIA – CREATININA – ESAME COMPLETO URINE – MICROALBUMINURIA – CREATININA CLEARENCE – URINOCULTURA
  • ECOGRAFIA RENALE E VESCICALE
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Check-up Cardiologico

ANALISI CLINICHE + VISITA CARDIOLIGICA

  • GLICEMIA – COLESTEROLO HDL – COLESTEROLO LDL – COLESTEROLO TOTALE – TRIGLICERIDI – OMOCISTEINA – SODIO – POTASSIO – CLORO
  • VISITA CARDIOLOGICA CON ELETTROCARDIOGRAMMA
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Check-up Tiroide

ANALISI CLINICHE + ECOGRAFIA

  • FT3 – FT4 – TSH – ANTI TIREOGLOBULINE – Ab-TPO
  • ESAME ECOGRAFICO DELLA TIROIDE
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Check-up Diabetologico

ANALISI CLINICHE + VISITA

  • GLICEMIA – EMOGLOBINA GLICATA – MICROALBUMINURIA – ESAME URINE – URICEMIA – CURVA DA CARICO – COLESTEROLO TOTALE – HDL – TRIGLICERIDI – CREATININA – GOT – GPT
  • VISITA DIABETOLOGICA
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Check-up Oncologico Femminile

ANALISI CLINICHE + VISITA – PAP TEST

  • CA 15-3 – CA 125 – CEA – CA 19-9 – ALFA FETO PROTEINA – RICERCA DEL SANGUE OCCULTO NELLE FECI SU TRE CAMPIONI
  • VISITA GINECOLOGICA – PAPTEST
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Check-up Oncologico Maschile

ANALISI CLINICHE + ECOGRAFIA

  • CA 15-3 – CA 125 – CEA – CA 19-9 – ALFA FETO PROTEINA – CA 15-3 – RICERCA DEL SANGUE OCCULTO NELLE FECI SU TRE CAMPIONI
  • ECOGRAFIA SOVRAPUBICA E TRANSRETTALE
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Check-up malattie sessualmente trasmesse

ANALISI CLINICHE

  • VDRL – TPHA – HIV – HCV – HBV – HERPES IGG 1/2 e IGM – CLAMIDIA TRACOMATIS IGM
  • TAMPONE CERVICALE O URETRALE
BIOMEDICA s.r.l.
Laboratorio di analisi chimico cliniche e studio medico

  • Parabita (Lecce) - Via Boccaccio, 5
  • Tel. 0833 594 440 - Cell. 334 2576010
  • Fax 0833 395 710
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